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venerdì 12 novembre 2010

Napoli

Napoli, il Vesuvio mi guardava
stravolgemdomi nel cuore dissoluto
ed il golfo argentato che cercava
le carezze della sabbia che non c’era

Napoli, le sue statue verdi e griggie,
mescolanza di dolore e nostalgia;
i palazzi assassinati dal vil fumo
ed il sole nascondendo il suo mestiere.

Napoli, il mercato a Fuorigrotta,
sigarette che strozzavano i polmoni,
polizzioti che passavan ad occhio chiuso;
le puttane belle e care in gonna corta.

Sono pezzi di ricordi da studente
che passava tutti i giorni il Corso Umberto
per salire fino al gran Mezzocannone
e trovarsi nella casa degli studi

Sono pezzi di un passato che non torna
son ricordi derubati dalla vita
una vita che; fermata dietro storie,
mi sorride nuovamente nei miei sogni.

Napoli smarrito tra i miei sogni e la vigilia
ti  riscopro da lontano quí nel tropìco noioso
d’una citta che non sorride ma che ad alta voce strilla
e si annega volentieri nel suo chiasso demenziale.

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