Napoli, il Vesuvio mi guardava
stravolgemdomi nel cuore dissoluto
ed il golfo argentato che cercava
le carezze della sabbia che non c’era
Napoli, le sue statue verdi e griggie,
mescolanza di dolore e nostalgia;
i palazzi assassinati dal vil fumo
ed il sole nascondendo il suo mestiere.
Napoli, il mercato a Fuorigrotta,
sigarette che strozzavano i polmoni,
polizzioti che passavan ad occhio chiuso;
le puttane belle e care in gonna corta.
Sono pezzi di ricordi da studente
che passava tutti i giorni il Corso Umberto
per salire fino al gran Mezzocannone
e trovarsi nella casa degli studi
Sono pezzi di un passato che non torna
son ricordi derubati dalla vita
una vita che; fermata dietro storie,
mi sorride nuovamente nei miei sogni.
Napoli smarrito tra i miei sogni e la vigilia
ti riscopro da lontano quí nel tropìco noioso
d’una citta che non sorride ma che ad alta voce strilla
e si annega volentieri nel suo chiasso demenziale.
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